Dow Jones tocca quota 50.000, trainato dalle speranze su Iran
Il Dow Jones raggiunge i 50.000 punti spinto da indiscrezioni su un accordo Usa-Iran. Europa cauta, Campari crolla a Milano. Petrolio ancora in calo.
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Il Dow Jones raggiunge i 50.000 punti spinto da indiscrezioni su un accordo Usa-Iran. Europa cauta, Campari crolla a Milano. Petrolio ancora in calo.
Utile +9% e ricavi +6% nel primo trimestre, ma il titolo cede. Il mercato guarda alle indicazioni deboli sul secondo trimestre e al rallentamento in Medio Oriente.
Europa in rialzo e greggio a 107 dollari: il mercato anticipa l'ipotesi di un accordo USA-Iran mentre Wall Street tocca nuovi massimi storici.
Il gruppo tedesco affronta un aumento di 1,7 miliardi sui costi del carburante. Tagliati 20.000 voli estivi sul corto raggio per proteggere i margini.
Ferrari chiude il 2025 sopra le attese con utile netto a 1,6 miliardi. Guidance 2026 confermata, ma il titolo cede l'1,7% a Piazza Affari.
Assemblea Unicredit approva aumento fino a 6,7 miliardi per l'offerta su Commerzbank. Padoan: l'asset tedesco deve migliorare la redditività.
Europa piatta in attesa di sviluppi su Hormuz. Asia ai massimi storici con semiconduttori AI. Due mercati, due logiche.
Air France-KLM stima 9,3 miliardi di spesa carburante per il 2026, con un incremento di 2,4 miliardi. Tariffe long-haul già aumentate di 100 euro.
Piazze asiatiche in calo con il Brent oltre 115 dollari. Dollaro in rialzo, valute emergenti sotto pressione per il rischio escalation USA-Iran.
Wall Street ferma con lo stallo diplomatico sull'Iran. Il Brent vicino a 120 dollari mentre crescono i timori per le infrastrutture del Golfo.
Airbus chiude il primo trimestre con utile operativo -52% e consegne in calo del 16%. Confermata la guidance annuale di 870 aerei.
Listini fermi prima della Fed e dei conti Big Tech. Petrolio sopra 100 dollari dopo l'uscita degli Emirati dall'Opec.
Madrid -1,4%, Amsterdam e Londra in calo. Milano chiude positiva con Saipem, mentre l'incertezza Iran-Usa blocca gli investitori.
Air France-KLM e Lufthansa congelano i risultati trimestrali: con il carburante in impennata per la crisi Iran, pubblicare guidance è impossibile.
Il Nikkei recupera dopo Wall Street, ma il petrolio resta sopra 100 dollari. Il blocco di Hormuz pesa ancora sull'offerta globale.