I mercati americani si muovono poco e i future sono fermi. Wall Street aspetta una direzione chiara mentre il petrolio continua a salire. Il Brent ha raggiunto i 120 dollari, spinto dalle tensioni in Medio Oriente e dalla minaccia iraniana sulle infrastrutture energetiche del Golfo.
Le trattative con l'Iran non decollano
Trump ha annullato sabato l'invio degli inviati speciali in Pakistan. Le trattative con Teheran potrebbero proseguire per telefono, ma per ora non c'è nulla di concreto. I mercati stanno scontando il rischio che la situazione si blocchi o peggiori. L'Iran ha minacciato di colpire impianti energetici in Arabia Saudita, Emirati e Qatar: cinque strutture che rappresentano il 20% della produzione globale di gas naturale liquefatto. Se Teheran passa all'azione, il Brent supera 120 dollari facilmente.
Intanto gli Emirati hanno lasciato l'OPEC. Una mossa che cambia gli equilibri dell'offerta, perché Abu Dhabi ora può pompare quanto vuole senza vincoli di quota. Ma con il mercato in queste condizioni, nessuno ha fretta di aprire i rubinetti.
OpenAI chiude un round record, la volatilità resta elevata
Sul fronte tech, OpenAI ha concluso un nuovo finanziamento record nonostante le pressioni sui titoli legati all'intelligenza artificiale. Netflix ha guadagnato terreno dopo aver abbandonato l'acquisizione di Warner Bros Discovery, che invece va a Paramount. Le trimestrali di Google, Amazon, Meta e Platform sono attese questa settimana: i numeri diranno se il mercato sta reagendo in modo eccessivo alle preoccupazioni su OpenAI o se esiste un problema strutturale.
In Europa le borse si muovono con cautela. MPS ha perso terreno dopo la presentazione del piano industriale, segnale che gli investitori vogliono vedere esecuzione prima di rientrare. Il contesto resta dominato dal petrolio: con il Brent fisso sopra 115 e pressioni crescenti sui costi energetici, le banche centrali hanno meno spazio di manovra. I tassi possono scendere, ma non se l'inflazione da energia torna a mordere.
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