Le borse europee si muovono poco. Milano tiene meglio degli altri listini, ma è una seduta di attesa. Domani la Fed si riunisce e nessuno vuole posizionarsi prima dell'annuncio. Poi arrivano i conti di Google, Amazon e Meta. Dopo il caos sui numeri di OpenAI, il mercato vuole capire se le Big Tech hanno davvero i margini che si aspettavano.

Il petrolio resta sopra i 100 dollari

Il WTI si mantiene oltre i 100 dollari al barile. L'Opec perde pezzi: gli Emirati Arabi sono usciti dall'organizzazione. Non è solo un fatto simbolico. Gli Emirati producono circa 3 milioni di barili al giorno e ora possono decidere autonomamente sulla produzione. L'Iran resta sotto pressione, mentre il mercato continua a scontare un rischio di escalation nello Stretto di Hormuz. Per ora il petrolio tiene questi livelli, sebbene le forniture fisiche non si siano interrotte.

La Federal Reserve e il dato che conta

Powell parla domani dopo la riunione. I mercati non si aspettano tagli, ma vogliono segnali chiari su quando inizierà il ciclo di allentamento. L'inflazione core negli Stati Uniti resta sopra il 3% e i tassi sono fermi al 5,25-5,50%. Le parole contano più della decisione stessa. Se Powell esclude un taglio a giugno, le azioni potrebbero cedere. Se lascia la porta aperta, i bond si muovono. Il tutto mentre le banche centrali europee hanno già iniziato a tagliare e la divergenza si allarga.

Big Tech: i margini sono ancora lì?

OpenAI ha chiuso il trimestre con numeri sotto le attese e il titolo ha perso terreno. Ora tocca alle altre. Meta, Amazon e Google pubblicano i risultati nei prossimi giorni. Il mercato vuole vedere se gli investimenti in intelligenza artificiale si traducono in ricavi o se stanno solo erodendo i margini. Le valutazioni sono alte e serve conferma. Se i numeri deludono, il Nasdaq può correggere rapidamente. Se reggono, il rally continua. Non c'è molto spazio per vie di mezzo.

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