Lufthansa ha comunicato che affronterà un aumento dei costi del carburante pari a 1,7 miliardi di euro nel 2025. Una cifra che misura quanto sia cambiato il quadro energetico negli ultimi mesi, con il jet fuel tornato su livelli non raggiunti da tempo.

Il problema non è solo il prezzo

Il gruppo tedesco non sta semplicemente subendo un rincaro. Sta riorganizzando la rete europea per assorbire l'impatto. La società ha già tagliato circa 20.000 voli sulla stagione estiva, concentrando le cancellazioni sul corto raggio — le rotte meno redditizie quando il carburante costa di più.

Monaco e Francoforte, i due hub principali, hanno visto sospensioni selettive fino a metà ottobre. L'approccio è chiaro: mantenere operativi i collegamenti intercontinentali ad alto margine e alleggerire tutto ciò che consuma cherosene senza portare ricavi adeguati.

Le compagnie aeree scontano due rischi insieme

Il dato dei 1,7 miliardi è significativo perché incrocia due problemi: il prezzo del petrolio influenzato dalle tensioni in Medio Oriente e la rigidità dell'offerta di prodotti raffinati in Europa. Il jet fuel non segue solo il greggio — dipende anche dalla capacità di raffinazione disponibile, sotto pressione da mesi.

Lufthansa ha confermato la guidance di utile per l'anno, ma con una precisazione: l'incertezza sul quadro generale è aumentata. In altri termini: i margini tengono finché la domanda regge, ma se il carburante continua a salire o compaiono strozzature nelle forniture, il piano salta.

Per chi segue il settore, il punto da monitorare è quanto ancora le compagnie possono assorbire rincari senza scaricarli sui prezzi dei biglietti e quanto tempo hanno prima che la domanda cominci a reagire.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.