Air France-KLM prevede di spendere 9,3 miliardi di dollari per il carburante nel 2026, con un aumento di 2,4 miliardi rispetto alle previsioni precedenti. Il gruppo ha già aumentato le tariffe sui voli long-haul di 100 euro andata e ritorno, ma se il prezzo del jet fuel resta a questi livelli, dovrà tornare a ritoccare i biglietti.

Quanto pesa il carburante su una compagnia aerea

Per un vettore come Air France-KLM, il carburante è la prima o seconda voce di costo a seconda del periodo. Quando il Brent raddoppia in pochi mesi — come è accaduto di recente, con punte oltre i 100 dollari al barile — l'effetto si scarica direttamente sul conto economico. Non c'è modo di assorbire una variazione di questa portata senza aumentare i prezzi o ridurre la capacità.

Il gruppo ha rivisto al ribasso le stime per il 2026 e chiuso il primo trimestre con una perdita di 252 milioni. La risposta immediata è stata aumentare il supplemento carburante sui voli intercontinentali: da 50 a 100 euro andata e ritorno, con incrementi di 70 euro sulle rotte verso Stati Uniti, Canada e Messico. L'aumento è scattato il 13 aprile.

Margini compressi, tariffe in salita

Il problema per Air France-KLM è che la domanda di voli è forte, ma i margini sono già sotto pressione. Se il prezzo del jet fuel non scende, il gruppo dovrà scegliere tra ridurre la capacità o alzare ancora i prezzi. Quest'ultima opzione è la più probabile: i passeggeri business e leisure su lungo raggio hanno dimostrato negli ultimi anni di assorbire aumenti significativi.

Chi opera sui titoli del settore aereo sa che il costo del carburante è il parametro da monitorare quotidianamente. Air France-KLM non è un caso isolato: tutti i vettori europei stanno ricalcolando i budget per il 2026. La differenza la fanno le coperture robuste rispetto a quelle inesistenti. In questo momento, il mercato penalizza chi è scoperto.

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