Ferrari chiude il 2025 con fatturato e utile sopra le stime. L'utile netto si è attestato a 1,6 miliardi di euro, in crescita rispetto all'anno precedente. I ricavi hanno segnato un aumento del 3%, con un portafoglio ordini che si estende fino al 2027. Eppure il titolo ha ceduto l'1,7% nella seduta odierna.
Guidance confermata fino al 2026
Il management guidato da Benedetto Vigna ha confermato le previsioni per il 2026: ricavi attesi intorno a 7,5 miliardi, margine EBITDA pari o superiore al 39% e margine EBIT almeno al 29,5%. Margini di questo tipo, su volumi contenuti, sono appannaggio di pochissime aziende al mondo. Il portafoglio ordini copre due anni, assicurando visibilità eccezionale su produzione e mix di gamma.
Gli analisti vedono margini in linea o superiori agli obiettivi comunicati. JPMorgan ha confermato nei giorni scorsi un rating positivo sul titolo, che nelle ultime settimane aveva accusato una fase di debolezza dai massimi.
Quando i numeri non bastano
Il ritracciamento odierno dopo dati solidi è una dinamica frequente quando il mercato aveva già incorporato risultati ancora migliori o quando mancano sorprese materiali rispetto alle attese. Il consensus era già elevato e Ferrari ha confermato quanto ci si aspettava. Risultato: prese di beneficio.
Sul fronte operativo, il modello elettrico in arrivo è atteso con grande interesse. La domanda è alta, il posizionamento di prezzo intatto. Il punto resta sempre lo stesso: i volumi sono contenuti per scelta, i margini sono alti per esclusività. È il modello di business, non un incidente.
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