Inflazione maggio a +3,2%: spinta da energia e trasporti
Istat conferma inflazione maggio a +3,2% annuo. Spinta da energia non regolamentata e trasporti. Inflazione core ferma a +1,8%.
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Istat conferma inflazione maggio a +3,2% annuo. Spinta da energia non regolamentata e trasporti. Inflazione core ferma a +1,8%.
NOAA conferma l'inizio di El Niño nel Pacifico. Probabilità 63% di evento forte entro autunno. Impatto atteso su agricole e volatilità prezzi.
Ballaré: mancano manager nelle PMI italiane. Due aziende su tre senza quadri diversi dall'imprenditore frenano la crescita del Paese.
L'inflazione USA accelera al 4,2%, massimo da aprile 2023. La Fed sotto pressione mentre Trump minaccia nuovi attacchi all'Iran.
La chiusura di Hormuz spinge il gas a +87% in una settimana. Crif stima default al 4,4% entro il 2026 nello scenario peggiore, ora sempre più probabile.
L'OCSE avverte: l'aumento dei prezzi energetici cancella i progressi salariali reali in Italia. Crescita 2026 ferma allo 0,5%.
Veneto orientale: produzione industriale +0,8% nel primo trimestre 2026, ma la crisi iraniana blocca le prospettive di crescita.
L'uso dei fondi strutturali per fronteggiare emergenze a breve termine sta trasformando la politica di coesione europea — da strumento di sviluppo a riserva elettorale.
Bruxelles apre alla flessibilità sui conti per investimenti energetici, non per sussidi. Vale circa lo 0,3% del Pil e rientra nella deroga per la difesa.
L'EUDR rinviato a dicembre 2025 scarica sui primi importatori costi di compliance che le filiere UE non sostengono. Ambientalismo o barriera commerciale mascherata?
Istat: inflazione a maggio supera il 3% su anno, +0,4% su mese. Spinta da energia e servizi ai trasporti.
Energia a +23% trascina i prezzi alla produzione di aprile a +6,8%. Alimentari, moda ed elettronica in calo. Margini sotto pressione per l'industria.
Produzione manifatturiera in crescita nel trimestre, ma le aspettative delle imprese lombarde sul futuro sono ai minimi. Il paradosso di un'industria che tiene ma non ci crede.
Montezemolo denuncia la perdita silenziosa dell'industria italiana ed europea. Un processo che indebolisce il peso economico e negoziale del continente.
La manifattura italiana nel 2026 dipende dalla durata della crisi su Hormuz: crescita lenta se si risolve in fretta, rallentamento se si protrae.