Marco Ballaré è chiaro: l'Italia cresce poco perché mancano manager nelle aziende. Il terziario, che vale il 60% del PIL, espande i propri dirigenti del 3-4% l'anno. Ma la maggior parte delle PMI italiane — quasi due su tre — non ha figure manageriali diverse dall'imprenditore stesso.

Non è un problema di capitali o di tecnologia, bensì di struttura. L'imprenditore che gestisce tutto da solo, dalla produzione alla finanza, dalla logistica alla strategia commerciale, funziona fino a un certo punto. Poi diventa il freno.

Crescita moderata da troppo tempo

Le previsioni Istat per il 2025 indicano un PIL a +0,6%, per il 2026 a +0,8%. Numeri bassi, ma stabili. Il contesto geopolitico non aiuta, tuttavia non è l'unico ostacolo. La difficoltà vera sta nel trasformare aziende familiari in strutture scalabili.

Il terziario cresce più della media nazionale perché ha incorporato management professionale. Aziende che operano nei servizi — dalla consulenza alla logistica, dal digitale al facility management — hanno compreso che delegare significa moltiplicare, non perdere controllo.

Il nodo delle PMI senza quadri

Quasi due PMI su tre in Italia non hanno manager diversi dal proprietario. Ciò significa che il 65% delle piccole e medie imprese italiane rimane ancorato a un modello che non scala: l'imprenditore decide tutto, controlla tutto, limita tutto.

Ballaré propone un patto tra manager, imprenditori e istituzioni. Non è retorica: serve una struttura che metta in contatto chi ha competenze gestionali con chi possiede l'azienda ma non ha il tempo o la visione per portarla al livello successivo. Il problema non è la capacità imprenditoriale degli italiani — quella c'è. Il problema è che restano soli troppo a lungo.

Il terziario dimostra che quando si inseriscono manager, le aziende crescono più velocemente. Non è questione di settore, bensì di organizzazione. Finché le PMI italiane resteranno chiuse su se stesse, la crescita nazionale rimarrà attorno allo zero virgola.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.