Brindisi, sindacati e Regione spingono per la cessione del petrolchimico
Un anno dopo la chiusura Eni, sindacati e Regione Puglia cercano acquirenti per salvare lo stabilimento e l'indotto. Ma i compratori latitano.
Le falde acquifere coprono l'84% del fabbisogno nazionale, ma la gestione frammentata e l'assenza di monitoraggio rischiano di compromettere la risorsa principale del Paese.
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Confindustria avverte: se il conflitto dura fino a fine anno, l'Italia rischia la peggiore crisi energetica della storia. Non solo prezzi alti: il problema è la disponibilità fisica di gas.
Madrid -1,4%, Amsterdam e Londra in calo. Milano chiude positiva con Saipem, mentre l'incertezza Iran-Usa blocca gli investitori.
Air France-KLM e Lufthansa congelano i risultati trimestrali: con il carburante in impennata per la crisi Iran, pubblicare guidance è impossibile.
Il Nikkei recupera dopo Wall Street, ma il petrolio resta sopra 100 dollari. Il blocco di Hormuz pesa ancora sull'offerta globale.
264 buyer internazionali al Salone del Mobile. Calo dal Golfo e India, crescita da Americhe e Asia. La domanda di design italiano regge nonostante guerra e revisioni BCE.
Coldiretti manifesta al Brennero con 10mila agricoltori: i conflitti internazionali scaricano i costi sui produttori e aprono la porta alle etichette false.
Archiviato lo scontro sul decreto Sicurezza, il Governo torna su casa e lavoro. Ma il dossier energia resta aperto e pesa su qualsiasi altra misura.
La spesa pensionistica italiana toccherà il 17,1% del PIL nel 2041 con l'uscita definitiva dei baby-boomer. Dopo quella data inizierà a scendere.
Il governo cerca margini sui conti per la crisi energetica. La Commissione Ue chiude: niente scostamento, solo interventi mirati dentro i limiti concordati.
Quasi due italiani su tre considerano di cambiare fornitore energetico. La guerra in Iran riapre dinamiche che sembravano sotto controllo.
Bruxelles respinge deroghe fiscali per Italia e Spagna sulla crisi energetica. Berlino blocca la flessibilità, Roma teme lo spread.
Intel +23% trascina il Nasdaq mentre Milano cede il 2,5% nella settimana. Tech americano in controtendenza, difesa sotto pressione.
Eni chiude il trimestre con Ebit adjusted di 3,5 miliardi. Produzione in crescita e scoperto un miliardo di barili di nuove risorse.
Tre nuove fab in Europa contro quindici nel resto del mondo. L'EU Chips Act stanzia 43 miliardi, ma la velocità di esecuzione resta il vero collo di bottiglia.