Webuild non rilancia. L'offerta su Trevi resta ferma a 4,50 euro per azione in contanti, con un premio del 29,8% rispetto al prezzo del 26 giugno. La scelta è deliberata: il gruppo ritiene che il corrispettivo certo rappresenti un valore superiore a qualsiasi alternativa.

Icop alza, Webuild tiene la posizione

Nel frattempo Icop ha portato la propria proposta a 5,165 euro per azione, un incremento del 24,1% che spinge il premio al 49% rispetto ai prezzi di fine giugno. L'amministratore delegato Piero Petrucco parla di "rimodulazione" e precisa che non si tratta di gara al rialzo, ma di valutazione industriale. Il periodo di adesione per l'offerta Icop si allunga al 20 novembre.

Webuild tiene il punto senza inseguire. La lettura è che il valore certo del contante valga più di un premio nominale superiore. Sul piano formale, Consob ha chiesto informazioni supplementari sul documento d'offerta — la stessa procedura attivata per Icop — e ha sospeso temporaneamente l'istruttoria.

L'esposto contro Icop

Webuild ha depositato un esposto alla Consob contro l'offerta di Icop. I dettagli non sono pubblici, ma il timing è chiaro: si contesta qualcosa nella struttura o nelle modalità dell'opa concorrente. Non è una mossa tattica marginale: l'esposto può rallentare o complicare l'iter autorizzativo dell'offerta rivale.

Trevi è una partita che si decide nei prossimi due mesi. Webuild si posiziona come acquirente industriale con liquidità immediata. Icop alza il prezzo ma allunga i tempi. Gli azionisti di Trevi devono decidere se preferiscono certezza o premio, e quanto peso attribuiscono al rischio che una delle due offerte non vada a buon fine.

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