Stefano Sica, amministratore delegato di Bff Banking Group, ha chiarito la direzione strategica: la cessione dei crediti rappresenta un tassello di un piano più ampio. L'obiettivo è costruire patrimonio e remunerare gli azionisti con cedole più consistenti.

Le operazioni recenti hanno già liberato oltre 60 milioni di euro in capitale. Non è un dettaglio: per una banca specializzata in factoring e crediti commerciali, disporre di margine di manovra significa poter chiudere operazioni più significative o migliorare la qualità del portafoglio. La gestione ha dimostrato di saper raggiungere i target e ora punta al rafforzamento strutturale.

Il consiglio esamina le offerte

Nel frattempo, il board analizza le proposte pervenute dai candidati. I nomi in circolazione sono Amco, Bper, CF+ e Cerberus. Secondo alcune indiscrezioni, l'orientamento sarebbe verso Cerberus, ma nulla è ancora definito. L'operazione dovrà garantire continuità aziendale e permettere mosse strategiche, non limitarsi a un semplice cambio di controllo.

Modello di business confermato

La cessione dei crediti non performing o a bassa redditività rientra in una logica precisa: alleggerire il bilancio e concentrarsi su segmenti più profittevoli. Il modello di Bff si basa sulla specializzazione nel credito commerciale, un segmento europeo con margini interessanti se gestito con disciplina. Le ultime operazioni confermano il funzionamento della struttura e la capacità del management di operare scelte mirate.

In sintesi: la cessione è un punto di partenza, non di arrivo. Se la strategia prosegue su questa linea, il mercato dovrebbe registrare risultati concreti nei prossimi trimestri. Chi ricerca rendimento su bancari di nicchia potrebbe trovarvi spunti di interesse.

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