Fincantieri ha firmato a Jakarta un accordo con PT PAL Indonesia per l'ammodernamento della KRI Sriwijaya, la nave che fino al 2022 era la portaerei Giuseppe Garibaldi della Marina italiana. L'intesa conferma la strategia del gruppo di presidiare i mercati dove la domanda di difesa navale è in crescita strutturale.

Una nave da 40 anni di servizio che torna operativa

La Garibaldi è stata consegnata alla Marina Militare nel 1985 e ha operato in Adriatico, nel Golfo Persico e nel Mediterraneo orientale. Nel 2022 l'Indonesia l'ha acquisita per rafforzare le capacità anfibie e di comando della propria flotta. Ora viene sottoposta a un ciclo di lavori per adattare i sistemi di bordo, l'elettronica e le capacità operative agli standard richiesti dalla Marina indonesiana.

La nave sarà impiegata in operazioni di sicurezza marittima, difesa costiera e assistenza umanitaria. L'arcipelago indonesiano si estende su 17.000 isole e oltre 5.000 chilometri di larghezza: servono piattaforme mobili capaci di muoversi velocemente e operare lontano dalle basi.

Dietro l'accordo una strategia di lungo periodo

Non è il primo contratto tra Fincantieri e Jakarta. Negli ultimi tre anni il gruppo ha già consegnato due fregate PPA multimissione, la KRI Brawijaya-320 e la KRI Prabu Siliwangi-321. L'accordo apre ora una fase di manutenzione e upgrade su unità già operative, esattamente il segmento dove si costruisce continuità commerciale.

L'Indonesia sta investendo sistematicamente nella componente navale. La posizione geografica, il controllo delle rotte commerciali tra Oceano Indiano e Pacifico e le tensioni nel Mar Cinese Meridionale rendono la flotta una priorità strategica. Fincantieri si posiziona come partner industriale di riferimento in un'area dove i competitor coreani, giapponesi e cinesi competono duramente.

Dal punto di vista operativo, l'ammodernamento della Sriwijaya permette a Fincantieri di mantenere attivi i cantieri, consolidare competenze su retrofit di unità complesse e rafforzare la presenza in un mercato dove i programmi di difesa navale valgono miliardi nei prossimi dieci anni. Il titolo ha chiuso a 11,63 euro, in calo dell'1,27%, senza particolari reazioni alla notizia.

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