La Bafin ha autorizzato UniCredit a superare la soglia del 30% in Commerzbank. Ora la decisione passa alla BCE, che ha 60 giorni per pronunciarsi sull'acquisizione del controllo. È il passaggio amministrativo che mancava per avviare formalmente il countdown regolamentare.

Perché UniCredit ha fatto questa mossa

In Germania il 30% è la soglia che fa scattare l'obbligo di OPA. UniCredit ha chiesto l'autorizzazione preventiva per evitare di doversi fermare continuamente sotto quel limite. È una richiesta tecnica, ma comunica un'intenzione chiara: procedere senza freni procedurali.

Con l'offerta in corso, Piazza Gae Aulenti arriverà al 47,59% del capitale diretto. Aggiungendo i derivati, la quota sale oltre il 60%. A quel punto la partecipazione rappresenta un controllo di fatto, anche se serve il via libera dell'Eurotower per renderlo formale.

I 60 giorni che contano

La BCE ha ora due mesi per valutare la richiesta. Non è un passaggio scontato, ma nemmeno particolarmente problematico dal punto di vista prudenziale. UniCredit ha i requisiti patrimoniali per assorbire l'operazione e la Banca Centrale ha già seguito l'evoluzione del dossier.

Il vero punto è un altro: nelle prossime settimane si capirà se il management di Commerzbank e il governo tedesco — che mantiene ancora una partecipazione residua — collaboreranno o metteranno resistenze. UniCredit ha dichiarato di voler aprire un confronto costruttivo con gli stakeholder della banca tedesca. Il tono diplomatico lascia spazio a scenari diversi.

Dal punto di vista operativo, il titolo UniCredit ha chiuso in rialzo dell'1,98% a 85,46 euro. Il mercato aveva già scontato la notizia nelle sedute precedenti, ma il via libera della Bafin rimuove un'incertezza procedurale e conferma che l'iter prosegue senza intoppi amministrativi.

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