Webuild ha ottenuto il via libera della Consob per l'offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni Trevi. L'operazione era stata annunciata a fine luglio e ora entra nella fase operativa.
Due offerte nello stesso giorno
Il tempismo è particolare: ieri si è chiusa l'OPS di Icop sempre su Trevi, oggi arriva il semaforo verde per Webuild. Due operazioni che si incrociano sulla stessa società, una dinamica non comune ma nemmeno impensabile quando un'azienda attraversa una fase di ristrutturazione o rilancio.
Trevi opera nelle fondazioni speciali e nel drilling, settori ciclici dove la dimensione e la solidità finanziaria fanno la differenza. Webuild, dal canto suo, continua la sua strategia di consolidamento nella filiera delle grandi opere dopo aver incorporato altre realtà negli ultimi anni.
Cosa cambia per il mercato
L'approvazione della Consob toglie l'ultimo ostacolo amministrativo. Da qui in poi conta il prezzo offerto e la disponibilità degli azionisti a vendere. Le azioni Webuild hanno chiuso in calo del 2,1% a 1,89 euro, Trevi ha perso lo 0,9%: movimenti contenuti che indicano come il mercato avesse già scontato l'esito dell'iter autorizzativo.
Per chi segue il settore delle costruzioni italiane, questa è un'ulteriore conferma della fase di aggregazione in corso. Le aziende di medie dimensioni faticano a competere su gare internazionali complesse e finiscono per diventare obiettivi di acquisizione da parte dei grandi gruppi. Webuild si rafforza in un segmento dove la tecnologia e l'esperienza valgono quanto i bilanci.
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