L'Ivass ha dato il via libera all'offerta pubblica di Intesa Sanpaolo su Montepaschi. Resta in sospeso l'autorizzazione della BCE, che dovrà pronunciarsi sugli aspetti prudenziali dell'operazione. Senza quel nulla osta, l'Opas non parte.
Il semaforo verde della vigilanza assicurativa riguarda anche le joint venture con Axa e la partecipazione in Generali. Quest'ultimo punto ha attirato più attenzione: se l'operazione si chiude, fino al 13% di Generali potrebbe finire nel perimetro Mps. Una mossa che cambia gli equilibri del mercato assicurativo italiano, non solo quelli bancari.
Cosa succede ora
L'iter autorizzativo procede per fasi. L'Ivass ha completato la sua parte. La BCE deve ancora valutare se l'operazione rispetta i requisiti patrimoniali e i vincoli di vigilanza prudenziale. Tempo stimato: alcune settimane, forse mesi se emergono richieste di chiarimenti.
Nel frattempo, il mercato osserva anche gli sviluppi sul fronte Unipol-Bper. L'accordo prevede che Intesa acquisisca Mediobanca e parte degli sportelli senesi, mentre Mps passi al gruppo Unipol-Bper. Un disegno complesso, che deve incastrarsi senza intoppi regolamentari.
Il nodo Generali
La quota in Generali è l'elemento strategico principale. Non è un dettaglio tecnico: quel 13% pesa sugli assetti di controllo della compagnia e apre scenari nuovi. Se Mps diventa azionista rilevante di Generali, si riapre la partita sulla governance e sulle alleanze nel settore assicurativo.
Intesa ha pianificato questa mossa in risposta all'offerta di Banco Bpm su Anima. Due operazioni che si intrecciano e disegnano una nuova mappa del risparmio gestito e della bancassicurazione in Italia.
Ora tocca a Francoforte. Senza l'ok della BCE, tutto si ferma. Se arrivano condizioni stringenti sul capitale o sulle esposizioni, l'operazione potrebbe richiedere aggiustamenti. Chi opera su questi titoli tiene d'occhio i comunicati ufficiali, non le voci di corridoio.
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