UniCredit ha formalizzato lunedì l'offerta per portare la partecipazione in Commerzbank sopra la soglia del 30%. Orcel si muove esattamente sul limite che la legge tedesca impone per lanciare un'OPA obbligatoria — ma dichiara subito che non punta al controllo. Un modo per mettere Berlino di fronte al fatto compiuto senza dichiarare guerra aperta.

La banca italiana detiene già il 26% circa. L'operazione prevede che BaFin, l'autorità di vigilanza tedesca, determini il rapporto di cambio sulla base del prezzo medio ponderato per volumi. UniCredit sottolinea che la posizione resta "solo un investimento" e che non cambia nulla sull'offerta da 10 miliardi lanciata su Banco BPM in Italia.

Berlino alza il muro

Il governo tedesco ha reagito senza mezzi termini: acquisizione ostile inaccettabile. Non è la prima volta che Berlino chiude le porte ai movimenti cross-border sulle banche nazionali. La differenza è che stavolta UniCredit è già dentro con una quota rilevante, costruita settimana dopo settimana nei mesi scorsi.

Il timing non aiuta. Commerzbank rappresenta ancora un tassello strategico per il sistema bancario tedesco, e il momento politico non è favorevole a operazioni viste come cessioni di sovranità economica. UniCredit ha comprato le azioni sul mercato e parte della quota venduta dallo Stato — tecnicamente è tutto regolare, ma il risultato è lo stesso: Milano controlla un pezzo di Francoforte.

La partita reale è sul controllo

Orcel dice che non cerca il controllo. Lo dice perché deve dirlo — a Berlino, alla BCE, ai propri azionisti. Ma salire al 30% significa comunque ottenere peso decisionale su una banca che vale circa 18 miliardi. Gli analisti stimano che UniCredit potrebbe ancora modificare la proposta su Banco BPM introducendo una componente cash per chiudere prima in Italia.

La mossa su Commerzbank funziona da opzione: tiene aperta la partita tedesca mentre negozia quella italiana. Se BPM procede, UniCredit può sempre congelare la posizione tedesca sotto forma di investimento finanziario. Se invece Banco BPM salta, Francoforte torna al centro del tavolo.

Sul mercato la reazione è stata contenuta. Gli investitori hanno già scontato nei mesi scorsi l'ipotesi di un'aggregazione — quello che manca è capire se UniCredit otterrà il via libera da BCE per aumentare la quota, e se Berlino continuerà a opporsi attivamente o si limiterà alle dichiarazioni di circostanza. Il rapporto di cambio stabilito da BaFin dirà molto su quanto margine di manovra resterà a Orcel.

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