Le trimestrali delle tech americane hanno riacceso l'interesse per l'intelligenza artificiale e per tutta la sua filiera. In Europa i primi a beneficiarne sono stati Prysmian e STMicroelectronics, trascinati da acquisti partiti già in Asia.
Super Micro Computer e CoreWeave hanno battuto le attese, confermando che la domanda di infrastruttura AI regge ancora. I numeri hanno convinto gli investitori che il tema non sia esaurito e questo si è tradotto in acquisti sui fornitori della filiera, anche quelli posizionati più a monte.
Prysmian oltre il 52% da inizio anno
Prysmian ha chiuso con un rialzo che la porta a un guadagno superiore al 52% da gennaio. Mediobanca ha alzato il rating a Outperform e il target a 82 euro dopo i conti del secondo trimestre, che hanno battuto le stime sull'utile netto. La guidance per l'anno rimane invariata — escluso Western Link — e questo ha rassicurato chi temeva un ridimensionamento.
Il titolo ha superato i 20 euro nonostante le incertezze sul ciclo globale. Il punto è semplice: se l'infrastruttura AI continua a crescere, serve anche chi costruisce i cavi per collegarla.
STM nella scia dei semiconduttori
STMicroelectronics si è mossa sulla stessa onda, sostenuta dal rimbalzo del comparto chip in Europa. Quando i player americani confermano la tenuta della domanda, i mercati acquistano anche i fornitori europei più esposti al settore.
La dinamica è chiara: le trimestrali USA hanno dato un segnale di continuità sugli investimenti in AI, riflettendosi su tutta la catena. Chi fornisce hardware, semiconduttori o infrastruttura fisica ne beneficia direttamente.
Resta da capire quanto durerà questa fase. Per ora i numeri tengono, ma basta una trimestrale debole o una guidance rivista al ribasso per invertire il sentiment in poche ore.
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