Quattro tra i maggiori operatori di telefonia mobile in Europa — Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone — stanno valutando la formazione di un consorzio per partecipare alla gara UE sullo spettro satellitare. L'obiettivo dichiarato è ridurre i costi di copertura nelle aree a bassa densità abitativa. Il bersaglio implicito è Starlink di Elon Musk.
La gara è sulle frequenze, non sui razzi
Il tema non è lanciare satelliti — quelli li farà qualcun altro. Il punto è assicurarsi le frequenze per integrare il satellite nelle reti mobili tradizionali. La Commissione Europea ha messo a disposizione lo spettro a 2 GHz per i servizi device-to-device, che permettono a uno smartphone di collegarsi direttamente al satellite quando non c'è antenna terrestre.
I quattro operatori sanno che coprire ogni valle alpina o ogni zona rurale della Spagna con antenne 5G è antieconomico. Il satellite risolve il problema, ma solo se si ha accesso allo spettro giusto. E in Europa lo spettro non si prende — si assegna tramite gare pubbliche.
Starlink ha già costruito la rete
Starlink non deve aspettare questa gara per funzionare. La costellazione è operativa da anni e già offre connettività in Europa con terminali proprietari. Ma se le telco europee ottengono lo spettro D2D e accordi con fornitori satellitari, possono integrare il servizio direttamente nei loro abbonamenti mobili, senza antenna aggiuntiva e senza contratto separato.
La partita non è tecnologica — è distributiva. Chi controlla il cliente finale ha un vantaggio strutturale, anche se la rete satellitare la gestisce un terzo. Il consorzio servirebbe proprio a questo: creare una massa critica per negoziare con Bruxelles e con i fornitori di capacità satellitare.
Sul resto l'Europa resta indietro
La difesa dello spettro è una cosa. Gli investimenti per costruire valore sono un'altra. Le quattro telco insieme capitalizzano meno di quanto Starlink vale come divisione di SpaceX. Il problema europeo non è difendersi in una gara di frequenze — è trovare modo di investire e consolidare su scala continentale senza passare attraverso dieci autorità antitrust diverse.
L'alleanza satellitare è una mossa difensiva. Non cambia la struttura del settore. Se funziona, evita che il satellite diventi un'altra area persa a favore di un operatore americano. Se non funziona, tra cinque anni Starlink offre connettività mobile integrata in mezzo mondo, e le telco europee restano a vendere SIM con margini da commodity.
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