Sono arrivate due offerte per i rami d'azienda di Tiscali. La scadenza è il 30 aprile. Adesso il destino della società fondata da Renato Soru passa ai potenziali acquirenti. I sindacati spingono la Regione Sardegna a farsi avanti, con l'obiettivo di evitare che l'azienda venga smembrata.
Chi si prende cosa
Per il ramo consumer — clienti privati, mail, domini — c'è l'offerta di Canarbino, presentata a marzo. La formula prevede affitto con opzione di acquisto, comprendendo anche i marchi Tiscali e Linkem. Per la parte business, quella dedicata alle aziende, risulta esserci un'altra proposta. I dettagli non sono pubblici, ma il quadro è chiaro: due operatori diversi, due pezzi di società che procedono per strade separate.
Il problema è che questa divisione esclude circa 50 dipendenti dal perimetro delle offerte. Rischiano di restare in una struttura vuota mentre gli asset vengono trasferiti altrove. Sindacati e lavoratori hanno capito che serve un'azione rapida, da qui la pressione sulla Regione. L'idea è che la politica locale entri in gioco, magari attraverso una cordata mista pubblico-privato.
Il rebus delle tlc locali
Tiscali ha rappresentato per anni un pezzo della storia della telefonia italiana. Nata negli anni 90, ha attraversato la bolla delle dot-com, la guerra degli abbonamenti ADSL e il consolidamento del settore. Oggi il modello di piccolo operatore nazionale fa fatica. Gli investimenti necessari per stare al passo con fibra e 5G sono pesanti e il mercato è dominato da tre grandi player. Chi resta fuori deve allearsi, altrimenti finisce in una situazione come questa.
La questione occupa uno spazio significativo soprattutto in Sardegna, dove Tiscali ha la sede e una parte rilevante della forza lavoro. Dal punto di vista industriale, però, il tema è lo stesso che si ripete in Europa: gli operatori di medie dimensioni senza copertura in fibra estesa o senza un accordo di rete solido perdono clienti e margini. A quel punto arrivano le offerte per spezzatino, non per acquisizione integrale.
Sul piano concreto: se la Regione non trova un modo per aggregare le offerte o per proporre una soluzione alternativa, Tiscali verrà divisa. Chi compra la parte consumer avrà accesso ai marchi e alla base clienti, chi prende il business si porta via i contratti aziendali. I 50 dipendenti esclusi dal perimetro rimangono il nodo più difficile da sciogliere.
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