Wall Street ha superato ieri la soglia dei 7.000 punti sull'S&P 500 per la prima volta nella storia. Un nuovo massimo che arriva mentre i mercati europei tengono, con Piazza Affari che difende i livelli più alti dal 2000. Il tutto in un contesto dove la geopolitica sembra dare tregua: circolano voci su possibili colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran, e Trump dichiara che la fine del conflitto in Medio Oriente è "molto vicina".
MPS al centro dell'attenzione
A Milano il focus è su Monte dei Paschi, la cui assemblea ha votato il nuovo consiglio di amministrazione. La lista con Luigi Lovaglio alla guida come amministratore delegato ha ottenuto la maggioranza, in una seduta seguita minuto per minuto dagli operatori. Il titolo ha registrato oscillazioni significative durante la giornata, riflettendo l'incertezza sul futuro dell'istituto senese.
Tra i bancari italiani, l'andamento rimane contrastato. Il comparto ha beneficiato nelle ultime settimane del rialzo dei rendimenti, ma ora sconta l'incertezza su eventuali operazioni straordinarie e il posizionamento dei fondi esteri, che hanno ridotto l'esposizione sugli istituti italiani di seconda fascia.
Wall Street ignora le tensioni
Il nuovo massimo dell'S&P 500 arriva nonostante le pressioni inflazionistiche continuino a preoccupare. I dati recenti mostrano prezzi al consumo ancora sopra il 3%, ben lontani dal target del 2% della Fed. Eppure il mercato sembra scontare uno scenario in cui Powell riuscirà a evitare un ulteriore inasprimento, mantenendo i tassi fermi almeno fino all'autunno.
Sul fronte aziendale, Citigroup ha sorpreso con utili in crescita del 42% a 5,8 miliardi di dollari, ben oltre le attese. Il titolo ha guadagnato oltre l'1,5% in apertura, trainato dai risultati del trading e dalla divisione wealth management. Anche Stellantis ha dato segnali positivi, con consegne globali nel primo trimestre in rialzo del 12% a 1,36 milioni di unità.
L'euro si rafforza a 1,18 dollari, sostenuto dalle aspettative che la BCE mantenga una linea meno accomodante rispetto alla Fed. Il differenziale tra i tassi USA ed europei si sta riducendo, pesando sul biglietto verde. Sul piano operativo, resta da verificare se Wall Street riuscirà a consolidarsi sopra i 7.000 punti o se questo livello diventerà resistenza nelle prossime sedute.
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