Stellantis ha chiuso il primo trimestre con consegne in crescita del 12%. Un risultato solido che arriva dopo trimestri complicati e che ribalta la narrazione di crisi che aveva accompagnato il gruppo nei mesi scorsi.

USA e Europa tirano, Leapmotor porta numeri

Il Nord America è tornato a funzionare. I volumi statunitensi hanno recuperato terreno dopo una fase di riassestamento, e il brand Ram in particolare ha registrato incrementi a doppia cifra. L'Europa, da sempre terreno più difficile per margini e volumi, ha comunque contribuito con un recupero dell'85% grazie al lancio di citycar compatte — esattamente quello che serve in un mercato dove l'elettrico puro fatica ancora a decollare senza incentivi massicci.

La joint venture con Leapmotor ha portato 22mila unità aggiuntive. Non è un numero che cambia l'ordine di grandezza del gruppo, ma dimostra che la strategia cinese sta iniziando a tradursi in volumi concreti, non solo in annunci.

Il punto operativo: volumi, non solo margini

Stellantis aveva sofferto nella seconda metà del 2024 per un mix di scorte eccessive e calo della domanda in alcuni segmenti chiave. Il recupero sui volumi nel Q1 suggerisce che la riduzione delle giacenze ha funzionato e che il portafoglio prodotti — con i nuovi lanci — sta trovando acquirenti.

Resta da vedere se la crescita delle consegne si tradurrà in margini operativi migliori. I trimestri scorsi avevano mostrato che vendere di più non sempre significa guadagnare di più, soprattutto quando il pricing power è sotto pressione. Ma intanto il gruppo ha evitato il peggio: un calo dei volumi nel primo trimestre avrebbe confermato uno scenario di crisi strutturale. Questo dato dice il contrario.

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