Le piazze europee si muovono attorno alla parità dopo i rialzi della vigilia. A Piazza Affari l'attenzione è sul comparto bancario, mentre i titoli petroliferi soffrono per il calo del greggio. Nella notte Trump ha dichiarato che il conflitto con l'Iran "è quasi finito", ma i mercati restano cauti.
Petrolio sotto pressione, difesa in retromarcia
Il greggio scende e trascina con sé Eni (−0,77%), Tenaris (−0,75%) e Saipem (−0,67%). Il mercato inizia a scontare uno scenario meno teso: se lo stretto di Hormuz resta aperto e le forniture non subiscono interruzioni, il premio di rischio sul petrolio scompare in fretta. Anche i titoli della difesa arretrano: Leonardo perde l'1,3%, Avio l'1,35%. Quando la retorica bellica si raffredda, questi nomi pagano per primi.
Spread a 75 punti, euro stabile
Lo spread BTP-Bund scende a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,76%. Un livello che riflette stabilità, non euforia. L'euro si mantiene poco sotto 1,18 contro il dollaro — una zona tecnica neutra, senza particolari tensioni valutarie. Il gas naturale arretra, confermando che le aspettative di escalation energetica si stanno sgonfiando.
Stellantis in rialzo, banche in evidenza
In controtendenza rispetto al settore oil, Stellantis registra una buona performance. Il comparto bancario attira flussi: quando i titoli difensivi e le materie prime perdono smalto, i capitali cercano nomi più legati al ciclo domestico. In assenza di dati macro rilevanti, i movimenti sono guidati dalle dichiarazioni politiche e dai posizionamenti di breve termine.
In pratica: i mercati stanno riassorbendo il rischio geopolitico, ma senza convinzione. Se Trump mantiene il tono conciliante, il petrolio può scendere ancora. Se invece arriva una nuova fiammata verbale, tutto torna in gioco.
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