Quasi la metà delle aziende italiane ha incrementato l'uso dei pagamenti elettronici nell'ultimo anno. Il dato emerge da un'indagine Nielsen: il 47% delle imprese ha spostato più transazioni su canali digitali, con un picco del 63% tra quelle che hanno registrato crescita dei ricavi.

Non è una coincidenza. Le società che adottano strumenti di pagamento elettronici mostrano livelli più alti di disciplina finanziaria e resistenza operativa. Chi gestisce con precisione i flussi di cassa tende anche a digitalizzare le modalità di pagamento, e viceversa.

Bonifici ancora dominanti, ma cresce l'offerta

Nei pagamenti B2B i bonifici restano lo strumento principale: nel 2023 hanno movimentato oltre 15.000 miliardi di euro, secondo Banca d'Italia. Il sistema, però, si sta diversificando rapidamente. Nel primo semestre 2025 i pagamenti con carta hanno toccato 236 miliardi di euro, con un aumento del 6% anno su anno. A fine anno la stima è tra 495 e 505 miliardi, con una crescita tra il +5% e il +7%.

I punti vendita stanno ampliando la gamma di strumenti accettati: non solo carte, ma anche soluzioni digitali evolute e formule Buy Now Pay Later. Il contante rimane presente, ma perde peso relativo ogni trimestre.

Digitalizzazione come leva operativa

L'aspetto interessante è che l'adozione di pagamenti elettronici non è solo una questione di comodità. Le imprese che hanno investito in digitalizzazione finanziaria mostrano una gestione più efficiente della liquidità e minori ritardi nei pagamenti. Il tema non è tecnologico, bensì di controllo operativo.

Chi incrementa l'uso di strumenti digitali tende a fatturare di più, non perché il POS faccia miracoli, ma perché riflette un approccio più strutturato alla gestione aziendale. La correlazione tra performance economica e digitalizzazione dei pagamenti è ormai evidente nei dati.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.