Mps ha depositato nella notte i documenti delle offerte pubbliche di scambio su Banca Generali e BancoBpm. La comunicazione è arrivata in tarda serata: i fascicoli sono ora alla Consob e alle altre autorità di vigilanza per l'iter autorizzativo.

Da qui parte il conto alla rovescia. La Consob avrà 15 giorni per eventuali richieste di integrazione, poi altri 15 per l'approvazione definitiva. Ciò significa che entro fine mese potremmo avere il via libera formale, salvo contestazioni.

Che cosa si gioca Mps

L'operazione su BancoBpm è la più rilevante: un'Ops volontaria che punta a creare il terzo polo bancario italiano. Quella su Banca Generali è più piccola ma strategica, in quanto consolida la presenza nel private banking e riduce la dipendenza dal retail tradizionale.

Il deposito arriva in un contesto politico ancora caldo. Il MEF resta azionista di peso in Mps e la partita ha implicazioni per il riassetto del sistema bancario italiano. Intesa Sanpaolo ha già presentato un'opposizione formale alla Consob, un segnale che la questione concorrenziale non è chiusa.

Tempi stretti per le risposte

Ora la palla passa a Consob, Banca d'Italia e, probabilmente, alla Commissione europea per gli aspetti antitrust. Le offerte sono pubbliche di scambio, quindi senza esborso di cassa, ma ciò non esclude che possano arrivare richieste di chiarimenti su rapporti di cambio e sostenibilità patrimoniale.

Sul mercato Mps ha chiuso poco sotto i massimi recenti. BancoBpm e Banca Generali si muovono sui livelli che già incorporano la possibilità dell'operazione: nessuna sorpresa violenta, per ora. Il vero test sarà la reazione quando arriveranno i dettagli finali approvati.

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