Giorgia Meloni arriva al vertice Med9 di Cipro con tre dossier aperti e un cambio di registro rispetto ai mesi scorsi. La partita si gioca su Hormuz — dove il governo italiano spinge per una missione europea nello Stretto — sulla riforma del sistema Ets, che sta mettendo sotto pressione le aziende italiane, e sul rafforzamento della presenza Unifil in Libano.
Il punto vero è l'energia. Meloni lo ha detto apertamente: "Siamo consapevoli che la questione energetica sia fondamentale per mettere le nostre aziende in condizione di competere ad armi pari". Non è retorica da summit. Le imprese italiane pagano bollette più care della concorrenza tedesca e francese, e una chiusura prolungata di Hormuz — anche solo parziale — renderebbe la situazione insostenibile.
La svolta europeista su Hormuz
Quello che cambia è il tono. Fino a poche settimane fa il governo italiano oscillava tra cautela atlantica e sintonia con la linea Trump. Adesso la posizione è diversa: serve una presenza europea nello Stretto, coordinata e visibile. Il dossier riservato inviato ai parlamentari di Fratelli d'Italia nel fine settimana definisce «storica» la riunione di venerdì a Parigi su Hormuz. Una valutazione che dice molto sul cambio di passo.
La foto di gruppo all'Eliseo viene rivendicata con enfasi da Meloni e dal suo staff. Il messaggio è chiaro: l'Italia non sta più alla finestra, vuole sedere al tavolo dove si decidono le mosse operative. E su Hormuz la posta in gioco non è solo geopolitica, ma industriale.
Ets e competitività: la battaglia vera
L'altro fronte è il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Le aziende italiane stanno subendo costi crescenti per i permessi di CO2, mentre i competitor extra-UE non hanno vincoli analoghi. Meloni arriva a Cipro per chiedere una revisione del meccanismo o almeno una compensazione credibile al confine.
Il vertice Med9 non è risolutivo, ma serve a costruire una coalizione di paesi del Sud Europa che condividono lo stesso problema. Spagna, Grecia, Portogallo: tutti con settori manifatturieri esposti alla concorrenza asiatica e tutti con bollette energetiche superiori alla media UE.
Sul tavolo c'è anche Unifil, ma occupa meno spazio rispetto ai due precedenti. Il rafforzamento della missione in Libano è tecnicamente complesso e richiede accordi multilaterali che vanno oltre il perimetro del Med9.
In sintesi: Meloni si presenta a Cipro con un tasso di europeismo più alto del solito, spinto da necessità concrete. Hormuz e Ets non sono ideologia — sono conti che non tornano.
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