Il governo ha chiuso la fase macro con il Documento programmatico. Ora inizia il passaggio concreto: quello delle misure vere, dei capitoli di spesa e delle coperture. Due binari paralleli, entrambi con scadenze strette.

Il doppio fronte: Parlamento e Commissione

La legge di bilancio arriverà alle Camere nella seconda metà di ottobre. L'esame parlamentare si svilupperà attraverso novembre e dicembre. La scadenza ultima è il 31 dicembre: senza approvazione entro quella data scattano i provvedimenti provvisori, un rischio che nessun governo può permettersi in questa fase.

L'altro fronte è Bruxelles. Il 9 ottobre c'è l'Ecofin decisivo: l'Italia chiede margini aggiuntivi per spese su energia e difesa attraverso l'attivazione delle clausole di flessibilità. Non è scontato. La Commissione vuole garanzie sul piano di rientro e il negoziato è ancora aperto.

Cosa cambia rispetto al passato

Le nuove regole fiscali europee hanno spostato l'attenzione dalla fotografia del deficit alla traiettoria pluriennale. Il governo italiano punta su questo: dimostrare che il percorso di riduzione del debito è credibile, anche con qualche margine in più nel breve. La finestra è però stretta. Se l'Ecofin non concede spazio, le risorse disponibili per la manovra si riducono ulteriormente.

Sul piano parlamentare, il calendario non lascia margini di errore. Due mesi per chiudere il testo tra commissioni, aula e possibili modifiche. Con maggioranze risicate e un'opposizione che cercherà di rallentare, ogni settimana conta. L'esecutivo dovrà blindare i numeri già in commissione, perché ogni modifica strutturale rischia di far saltare l'equilibrio delle coperture.

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