Il 30 settembre chiude la finestra per il modello 730 precompilato. Dopo quella data inizia la fase più intensa dell'anno fiscale: dichiarazioni Redditi per le partite Iva e primo vero test del concordato preventivo biennale.
Per dipendenti e pensionati il termine è chiaro. Chi ha consegnato la documentazione al commercialista o al Caf entro metà settembre vedrà la dichiarazione trasmessa entro fine mese. Chi ha saltato quella finestra passa al modello Redditi, con tempi più lunghi e rimborsi che slittano.
Partite Iva: si entra nella fase operativa
L'aspetto più rilevante riguarda chi ha reddito d'impresa o professionale. Settembre chiude il ciclo delle dichiarazioni ordinarie, mentre ottobre apre quello del concordato preventivo biennale. Lo strumento è attivo da quest'anno e consente di fissare il reddito imponibile per due anni sulla base di un algoritmo dell'Agenzia delle Entrate che incrocia dati storici, settore di attività e Isa.
L'adesione non è automatica. Chi accetta la proposta del Fisco blocca il reddito dichiarato per il biennio, con margini ridotti di contestazione ma anche con l'obbligo di rispettare l'impegno anche se l'attività rallenta. Chi rifiuta resta nel regime ordinario, con accertamenti possibili ma libertà di movimento sulle dichiarazioni.
Ottobre diventa il mese di verifica
Il concordato sarà operativo da ottobre. Le prime adesioni daranno il polso della risposta: se la platea aderisce in massa, il gettito si stabilizza; se la diffidenza prevale, il meccanismo rischia di restare un'opzione di nicchia. Per ora mancano dati consolidati sul tasso di adesione atteso, ma le simulazioni Isa degli ultimi mesi hanno creato qualche tensione tra professionisti e commercialisti.
In pratica: chi ha un'attività con fatturato variabile o in crescita difficilmente accetterà di cristallizzare il reddito per due anni. Chi ha un andamento stabile potrebbe trovare conveniente chiudere la partita in anticipo con il Fisco. Il discrimine sarà la prevedibilità del business nei prossimi 24 mesi.
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