Lo Stato italiano eroga ogni anno 76 miliardi di euro in agevolazioni fiscali. Di questi, 46 miliardi — circa il 60% — non raggiungono l'obiettivo per cui erano stati concepiti. Non è un margine d'errore: è un sistema che brucia risorse pubbliche senza produrre effetti.
Una proiezione di PwC stima che quelle risorse, se recuperate e reimpiegate, potrebbero finanziare la crescita e le assunzioni nelle imprese. Il problema non è la quantità di incentivi disponibili, ma il fatto che le aziende non li utilizzano, o li utilizzano male, mentre lo Stato continua a erogarli senza verificare se funzionano.
Dove finiscono i soldi
Le agevolazioni non sfruttate si accumulano per diverse ragioni. Alcune misure sono troppo complesse da applicare, altre richiedono documentazione che le PMI non hanno le risorse per gestire. In molti casi, i beneficiari potenziali ignorano persino l'esistenza di questi incentivi.
JetHR ha sviluppato Jet Recupero AI, un sistema che analizza le posizioni dei dipendenti per individuare crediti fiscali non utilizzati. Nei primi test ha rilevato un risparmio medio di oltre 1.500 euro per dipendente: denaro già previsto dalle norme, ma mai reclamato.
Un problema di sistema
Il governo sta cercando di rendere più efficaci queste misure, ma la questione resta strutturale. Se il 60% degli incentivi non raggiunge lo scopo, significa che il sistema di erogazione è mal progettato. Non basta mettere a disposizione i fondi: serve una verifica ex post su cosa funziona e cosa no.
In un paese che discute di come finanziare la sanità e le infrastrutture, lasciare 46 miliardi su misure inefficaci è una scelta che costa più di quanto sembri.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.