La manovra per il 2026 si costruisce su dieci interventi fiscali che toccano buste paga, patrimonio immobiliare e cartelle esattoriali. Non si tratta di rivoluzioni, bensì di aggiustamenti mirati su aliquote e detrazioni che modificheranno i conti di famiglie e partite Iva.

Irpef e flat tax: chi guadagna e quanto

L'aliquota del secondo scaglione Irpef scende per il ceto medio impiegatizio. È prevista una riduzione del prelievo sulla fascia di reddito che attualmente paga il 35% tra i 28mila e i 50mila euro lordi annui. In parallelo avanza una flat tax incrementale al 5% sui premi di produttività e sugli aumenti di fatturato per le partite Iva — misura che premia la crescita ma esclude chi fattura in modo stabile.

Sul tavolo anche la detassazione delle tredicesime mensilità, proposta di Forza Italia per aumentare la liquidità nei portafogli dei dipendenti a fine anno. Tecnicamente funziona: aumenta il netto in busta senza toccare il costo del lavoro. L'impatto sul gettito fiscale è un'altra questione.

Bonus casa e bollo auto: confermato e abolito

I bonus edilizi rimangono in vigore, con modifiche alla platea e ai tetti di spesa. L'efficienza energetica viene confermata come priorità, mentre le detrazioni per le ristrutturazioni ordinarie subiscono una rimodulazione al ribasso. Chi investe in cappotti termici e fotovoltaico continua a scaricare le spese; chi rifà il bagno deve verificare i nuovi massimali.

Il bollo auto passa a un regime definitivo di abolizione — non per tutti, ma per specifiche categorie di veicoli ancora da chiarire. Potrebbe riguardare auto elettriche o ibride, seguendo l'orientamento europeo sulle emissioni.

Rottamazione quinquies: nona chance in vent'anni

Arriva la quinta edizione della rottamazione delle cartelle, con rateizzazione fino a nove anni. Chi ha debiti fiscali può spalmarli senza sanzioni né interessi di mora. Per l'Erario rappresenta una resa programmata: si recupera qualcosa invece di niente; per i contribuenti è l'ennesima opportunità per chiudere i contenziosi con Agenzia Entrate-Riscossione.

Tra le proposte figura il cashback sanitario: rimborso fiscale su spese mediche private sostenute per ridurre i tempi di attesa nel settore pubblico. Tecnicamente è un incentivo a pagare di tasca propria ciò che il sistema sanitario non riesce a erogare nei tempi corretti. In pratica, funziona se i rimborsi arrivano effettivamente e se le aliquote di detrazione sono sufficientemente alte da coprire una quota significativa della spesa.

La manovra si muove su binari collaudati: alleggerire il prelievo dove la pressione politica è più forte, confermare gli incentivi che hanno già un'utenza consolidata, offrire condoni mascherati da pace fiscale. Non cambia la struttura del sistema, ma calibra i margini. Per famiglie e imprese resta da capire quante di queste misure supereranno il Parlamento nella forma annunciata e quante arriveranno ridimensionate per tenere i conti in linea con Bruxelles.

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