L'Argentina torna nel mirino delle piccole e medie imprese italiane del settore Oil&Gas. Dopo anni di assenza, alcune aziende stanno valutando un rientro sul mercato argentino, spinte dall'espansione del comparto energetico locale e dalle opportunità legate allo sviluppo di Vaca Muerta, il grande giacimento di shale gas e oil nella provincia di Neuquén.
Vaca Muerta traina, ma serve liquidità in dollari
Il bacino di Vaca Muerta rappresenta una delle più grandi riserve non convenzionali al mondo. La produzione è in crescita, così come le esportazioni energetiche dell'Argentina, settore che nel 2024 ha dato un contributo visibile alla bilancia commerciale. Per le PMI straniere questo significa contratti su infrastrutture, logistica, forniture e servizi tecnici. Ma il quadro non è privo di ostacoli: le aziende locali segnalano difficoltà nell'accesso a valuta forte per pagare le importazioni, e i progetti a lungo ciclo — shale e deepwater — risentono dell'attrito finanziario che erode i margini attesi.
Stabilità fiscale cercasi
Chi opera in Argentina conosce la volatilità del contesto normativo. Il governo punta a offrire maggiore prevedibilità fiscale anche a livello provinciale e municipale, elemento fondamentale per chi deve pianificare investimenti pluriennali. Le PMI italiane che hanno già lavorato nel Paese portano esperienza e conoscenza del tessuto locale — un vantaggio rispetto a chi parte da zero. Il rischio cambio e l'incertezza sulle regole restano variabili da monitorare con attenzione.
In pratica: se l'Argentina mantiene il passo su stabilità e accesso alla valuta, le occasioni per chi opera nell'upstream Oil&Gas ci sono. Ma non è un mercato per chi cerca rendimenti immediati o certezze assolute.
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