Confindustria, la tedesca Bdi e la francese Medef hanno inviato una lettera congiunta a Ursula von der Leyen per chiedere una revisione profonda dell'ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2. La richiesta è chiara: le regole attuali non funzionano per l'industria.

Un sistema che pesa troppo

Il meccanismo ETS prevede che le aziende acquistino quote per ogni tonnellata di CO2 emessa. Negli ultimi anni il prezzo di queste quote è salito significativamente, con picchi superiori agli 80 euro per tonnellata, impattando i bilanci industriali senza produrre benefici ambientali proporzionali. Le tre associazioni chiedono che il trasporto marittimo e l'aviazione vengano esclusi dal sistema, nonché una revisione del metodo di conteggio delle emissioni e delle rimozioni permanenti di carbonio.

Perché conta per i mercati

Questa pressione arriva mentre l'Europa cerca di mantenere la competitività industriale senza compromettere gli obiettivi climatici. Il rischio è che le imprese energivore delocalizzino dove i vincoli sono minori. La risposta di Bruxelles indicherà la direzione della politica industriale europea nei prossimi anni. Per ora il tema rimane politico, ma potrebbe tradursi in movimenti sui titoli energetici e industriali europei se la Commissione decidesse di intervenire.

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