L'Italia arriverà a 912 hotel a cinque stelle entro il 2029. Sono previste 167 inaugurazioni nei prossimi cinque anni, che porteranno il paese al primo posto in Europa per offerta di strutture di lusso. Un dato che rivela dove si sta concentrando il capitale privato nel settore turistico.
Il lusso assorbe la quota principale degli investimenti
Il segmento premium sta catalizzando la maggior parte dei nuovi progetti. Le città d'arte e le località iconiche attirano operatori internazionali e fondi specializzati, che vedono margini più interessanti nella fascia alta rispetto al medio mercato. Il target è chiaro: clientela internazionale con capacità di spesa elevata. Germania, Stati Uniti e Regno Unito rappresentano i tre mercati principali, con una domanda estera che pesa per il 76% sul totale.
Toscana, Lombardia e Trentino Alto Adige concentrano il 63% dell'offerta di lusso. Venezia ha registrato un aumento del 15% di hotel 4 e 5 stelle rispetto al 2019, Firenze del 4%. La saturazione delle città principali inizia a spostare l'attenzione verso località secondarie, dove i rendimenti potenziali sono più alti e la concorrenza ancora gestibile.
Un asset operativo che richiede capitali stabili
Un hotel non è un immobile da affittare. Richiede gestione attiva, manutenzione continua, adeguamenti normativi ricorrenti e investimenti in impianti e personale. Chi entra in questo settore deve disporre di una struttura operativa solida oppure affidarsi a operatori specializzati. Non è un investimento passivo e i margini si costruiscono nel tempo, non nei primi due anni.
La crescita prevista conferma che il turismo di fascia alta tiene, anche in fasi di rallentamento economico. La concentrazione su città già sature e la dipendenza dalla domanda estera espongono tuttavia il modello a rischi: eventi geopolitici, crisi valutarie o cambiamenti nei flussi turistici possono ribaltare le previsioni in pochi mesi.
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