Il gasolio è tornato sopra quota 2 euro al litro. L'8 giugno il prezzo medio in modalità self è salito a 2,004 euro, con un balzo di 20 millesimi rispetto a venerdì. La causa è tecnica e prevedibile: il governo ha dimezzato lo sconto sulle accise, che passa da 10 a 5 centesimi al litro.

La meccanica del rialzo

Le quotazioni internazionali del gasolio sono scese nelle ultime sedute. Eppure il prezzo alla pompa sale. Il motivo è semplice: il ritocco delle accise compensa e supera il calo del prodotto. Il governo aveva introdotto uno sconto di 10 centesimi sul gasolio, ora ridotto della metà. Il risultato è un aumento netto per chi fa il pieno.

Sulla benzina la situazione è diversa. Il prezzo in self service si attesta a 1,917 euro al litro, in calo di 9 millesimi rispetto a venerdì. Lo sconto sulle accise è rimasto invariato e la discesa delle quotazioni si è riflessa sui listini.

Cosa cambia per chi guida

Chi usa un diesel vede aumentare la spesa del carburante. Un pieno da 50 litri costa circa 1 euro in più rispetto a venerdì scorso. Non è un disastro, ma la direzione è chiara: il sostegno pubblico sul gasolio si sta riducendo progressivamente. Il governo ha scelto di mantenere un margine di intervento sulla benzina e di ridurre quello sul diesel.

In autostrada i prezzi sono più alti. La dinamica resta la stessa: il gasolio sale per effetto fiscale, la benzina scende per effetto mercato. Chi ha un diesel e fa molti chilometri sente la differenza. Chi guida poco non se ne accorge nemmeno.

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