Ferrari ha fermato la maggior parte delle spedizioni verso il Medio Oriente. Il titolo ha chiuso a 274,10 euro, in calo del 5,4%. Non è una perdita limitata alla seduta odierna: nell'ultimo anno la capitalizzazione del Cavallino si è ridotta di oltre 20 miliardi.

La decisione arriva mentre il conflitto nella regione continua senza una direzione chiara. La casa di Maranello ha comunicato che sta monitorando gli sviluppi e le possibili ripercussioni sul business. Non è l'unica: anche Maserati ha adottato la stessa misura.

Il peso del Medio Oriente per Ferrari

L'area — che comprende Emirati, Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Kuwait, Oman e Libano — non è marginale per i numeri di Ferrari. Sono mercati dove la domanda di auto da 300.000 euro in su non segue le logiche del credito al consumo. Ma quando le tensioni salgono, anche chi compra supercar rallenta.

Il problema non è solo operativo. Il mercato del lusso nel suo complesso ha iniziato a frenare mesi fa. Ferrari aveva retto meglio di altri, con liste d'attesa ancora lunghe. Ora il quadro cambia. La sospensione delle consegne è una mossa precauzionale, ma il mercato la legge come un segnale di raffreddamento.

Venti miliardi in meno in dodici mesi

Il calo del 5% odierno si aggiunge a una serie di sedute negative che hanno portato il titolo lontano dai massimi. Un anno fa Ferrari capitalizzava oltre 20 miliardi in più. Parte di quella discesa è legata al riprezzamento generale del settore lusso. Parte è specifica: le attese di crescita erano alte, e quando i volumi rallentano anche di poco, le valutazioni si sgonfiano in fretta.

Il contesto macro non aiuta. Tassi alti, crescita cinese debole, tensioni geopolitiche in allargamento. Per un'azienda che fattura vendendo poche migliaia di auto all'anno con margini altissimi, ogni trimestre conta doppio.

Sul piano operativo: se la situazione in Medio Oriente si stabilizza in tempi brevi, l'impatto resta contenuto. Se invece si protrae, le consegne slittano e i numeri del trimestre si complicano. Il mercato sta scontando la seconda ipotesi.

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