La Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati nel range 3,5%-3,75%, una mossa attesa che ha comunque spinto Wall Street a chiudere la seduta senza una direzione chiara. L'Europa invece ha ceduto terreno, con Milano che ha chiuso a -0,3%.
La pausa della Fed non convince l'Europa
Il mantenimento dello status quo da parte della banca centrale americana era scontato, ma i mercati europei hanno reagito negativamente. Il rialzo del petrolio Brent, salito oltre la soglia psicologica, ha pesato sui listini del Vecchio Continente. Milano ha chiuso in calo dello 0,3%, in linea con le altre piazze europee, pressate dal comparto energetico.
Dall'altra parte dell'Atlantico, Wall Street ha mostrato un andamento frastagliato. Il Nasdaq ha chiuso in leggero rialzo trainato da alcuni titoli tech, mentre il Dow Jones è rimasto sostanzialmente piatto. La mancanza di indicazioni chiare da Powell sulle prossime mosse ha lasciato gli operatori in attesa.
Oracle crolla dopo i conti, Palantir vola
Nell'after-hours, Oracle è crollata di oltre il 10% dopo aver mancato le stime su ricavi, utile operativo e crescita dei contratti cloud. Un segnale che la spesa corporate per i servizi cloud potrebbe rallentare, proprio mentre il mercato scommette su un'accelerazione legata all'intelligenza artificiale.
Al contrario, Palantir ha guadagnato il 3,9% dopo l'annuncio di un contratto da 448 milioni di dollari con la Marina USA per l'utilizzo della sua tecnologia AI. Due storie opposte che confermano come il comparto tech rimanga spaccato tra chi riesce a monetizzare l'AI e chi fatica a giustificarne le valutazioni.
Per ora, la Fed resta alla finestra. Ma con l'inflazione ancora sopra target e la crescita che mostra segni di raffreddamento, la prossima mossa potrebbe non essere così scontata come il mercato vorrebbe credere.
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