DoValue riparte con le distribuzioni agli azionisti. Il CdA ha proposto un dividendo di 0,0923 euro per azione e ha aperto alla possibilità di un buyback dopo l'assemblea. Per un gruppo che si occupa di gestione crediti deteriorati, riprendere a distribuire capitale è un segnale chiaro: i risultati reggono e la generazione di cassa consente di guardare oltre la semplice crescita organica.

I numeri alla base della decisione

Il bilancio 2024 approvato dal consiglio mostra un Ebitda adjusted di 217 milioni di euro, in crescita del 32% rispetto all'anno precedente. La guida di Manuela Franchi ha portato il gruppo a consolidare la posizione nel servicing dei crediti, un segmento che continua a generare flussi stabili anche in contesti di tassi elevati. Il ritorno del dividendo non arriva quindi per caso, ma dopo un esercizio che ha visto margini in espansione e una base di ricavi più solida.

Buyback come leva aggiuntiva

L'apertura al buyback è l'elemento più interessante. DoValue si riserva di valutare l'operazione dopo l'assemblea, segno che il management vuole mantenere aperta la possibilità di intervenire sul capitale in base alle condizioni di mercato. Il titolo oggi ha ceduto il 2,28%, chiudendo a 2,06 euro — una reazione fisiologica dopo l'annuncio, con il mercato che attende dettagli operativi sull'eventuale riacquisto di azioni proprie. Se il buyback si concretizza, diventerebbe uno strumento per sostenere la quotazione in una fase in cui i multipli del settore restano compressi.

In pratica: DoValue ha i margini per distribuire e lo fa con un dividendo concreto. Il buyback resta un'opzione, ma l'intenzione dichiarata rappresenta già un'indicazione della solidità patrimoniale percepita dal management.

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