Il decreto fiscale omnibus pubblicato in Gazzetta il 7 agosto cambia le regole sui controlli. Non è uno di quei provvedimenti che passano inosservati: chi ha divergenze tra bilancio e dichiarazione fiscale ha strumenti nuovi per chiudere le partite aperte, ma anche nuovi obblighi da rispettare.

Adempimento collaborativo e rischi pregressi

La modifica più interessante riguarda l'adempimento collaborativo. Le imprese che aderiscono al regime possono ora comunicare spontaneamente rischi fiscali relativi a periodi precedenti all'ingresso nel sistema, a condizione che la comunicazione sia completa e arrivi prima che l'Agenzia avvii controlli o indagini. In pratica, chi ha scheletri nell'armadio può tirarli fuori prima che qualcun altro li scopra, con sanzioni ridotte. Non è un condono, ma ci va vicino per chi sa usarlo.

L'adempimento collaborativo diventa così meno difensivo e più attivo: non si tratta solo di rispondere bene alle richieste del Fisco, ma di anticiparle. Per chi ha operazioni complesse — transfer pricing, operazioni straordinarie, riorganizzazioni — è uno strumento da valutare subito.

Riallineamento tra valori fiscali e contabili

Il decreto introduce anche la possibilità di riallineare divergenze tra valori fiscali e contabili per periodi antecedenti al 2024. Le differenze tra quanto registrato in bilancio e quanto dichiarato al Fisco possono essere corrette versando un'imposta sostitutiva. Non è obbligatorio, ma per chi ha operazioni con ammortamenti disallineati, svalutazioni contestabili o plusvalenze rinviate, rappresenta un'occasione per sistemare posizioni che potrebbero diventare contestazioni.

Il riallineamento vale anche per le perdite fiscali dichiarate ma non riconosciute contabilmente. Chi ha perdite pregresse che potrebbero essere messe in discussione può cristallizzarle pagando un'imposta sostitutiva. Il calcolo va fatto caso per caso, ma l'alternativa è rischiare che l'Agenzia le annulli completamente in sede di accertamento.

Controlli su autoliquidazione ipotecaria e catastale

Il decreto estende i controlli sull'autoliquidazione delle imposte ipotecaria e catastale anche a soggetti diversi dai notai. Chi presenta formalità di pubblicità immobiliare senza passare per un notaio deve ora dimostrare di aver calcolato correttamente le imposte. Riguarda pochi operatori, ma chi opera in questo settore deve rivedere le procedure interne: l'Agenzia ha più strumenti per contestare errori che prima passavano sotto traccia.

Il decreto è in vigore dal 12 agosto, ma molte disposizioni hanno effetto retroattivo al 2024 o al 2025. Chi ha operazioni aperte in quegli anni deve verificare subito se rientra nelle nuove regole. Il tempo per decidere se aderire al riallineamento o all'adempimento collaborativo non è infinito, e chi aspetta troppo perde l'opportunità di chiudere posizioni a condizioni migliori di quelle che arriveranno dopo un controllo.

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