Il gruppo Cremonini ha stanziato 600 milioni di euro per il triennio fino al 2028. Un piano che arriva dopo un 2024 che ha toccato i 5,8 miliardi di fatturato con un Ebitda di 516 milioni, numeri che danno al gruppo margine per accelerare la crescita.

L'investimento si concentra su quattro direttrici: integrazione verticale della catena del valore, espansione nei mercati esteri, efficientamento operativo e crescita organica. Non sono previste acquisizioni, ma piuttosto il rafforzamento delle attività esistenti. L'obiettivo è chiaro: controllare più fasi della filiera e aumentare il peso internazionale.

Cosa significa sul piano operativo

Quando un gruppo alimentare con questo fatturato parla di "integrazione della catena del valore", intende controllare più passaggi della filiera, dalla produzione alla distribuzione. Il vantaggio è duplice: margini più alti e minore vulnerabilità ai colli di bottiglia esterni. Lo abbiamo visto durante la pandemia e successivamente con la crisi energetica: chi dipende meno da terzi regge meglio gli shock.

Sul fronte internazionale, Cremonini parte da una presenza già consolidata ma punta a rafforzarsi. Il rischio di operazioni di questo tipo è che l'espansione estera diluisca la redditività se non gestita con i tempi giusti. Con un Ebitda sopra i 500 milioni, però, il margine per eventuali aggiustamenti c'è.

Il contesto di mercato

Il piano arriva in una fase di consolidamento del settore alimentare europeo. I margini subiscono pressione dai costi energetici ancora elevati e dalle dinamiche della grande distribuzione, che gode di crescente potere contrattuale. Chi ha massa critica può negoziare meglio sia con i fornitori che con i clienti.

La scelta di puntare su efficientamento e crescita organica anziché su operazioni di M&A rivela molto: il management preferisce costruire internamente piuttosto che acquisire a multipli poco appetibili alla luce dell'attuale situazione dei tassi. Una strategia conservativa e solida.

In definitiva, Cremonini sta sfruttando un momento di forza per consolidarsi ulteriormente. Sei miliardi di ricavi non si raggiungono con mosse improvvisate. Il mercato ha apprezzato i risultati 2024; ora dovrà valutare se i 600 milioni verranno allocati con la stessa disciplina.

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