Il vicepresidente di Confindustria Camilli ha incontrato il commissario europeo ai servizi finanziari Maria Luís Albuquerque con un messaggio chiaro: le imprese europee hanno bisogno di regole più integrate e mercati più accessibili. Non è una richiesta di deregulation, ma di maggiore coerenza tra le normative nazionali.
Il nodo dell'accesso ai mercati finanziari
Il punto centrale dell'incontro riguarda l'accesso delle imprese ai capitali. Le aziende italiane ed europee operano in un contesto frammentato, dove ogni mercato nazionale mantiene regole proprie che complicano la raccolta di fondi oltre confine. Confindustria chiede un'integrazione vera dei mercati finanziari europei, non solo sulla carta.
Nel frattempo, il decreto che adegua il Testo Unico della Finanza alle nuove regole europee è stato pubblicato a marzo. Le modifiche riguardano tre aspetti: maggiore trasparenza nelle negoziazioni, accesso più ampio ai dati di mercato e nuove regole per le infrastrutture. Sulla carta rappresenta un passo avanti. In pratica, le imprese attendono ancora risultati concreti in termini di costi e tempi di accesso al credito.
La competitività passa dalle regole
La posizione di Confindustria riflette una pressione crescente da parte delle imprese italiane. La competitività non dipende solo da fiscalità o costo del lavoro, ma anche dalla capacità di accedere rapidamente ai capitali quando serve. Un mercato europeo frammentato penalizza soprattutto le PMI, che non hanno le dimensioni per affrontare costi legali e operativi moltiplicati per ogni giurisdizione.
Il commissario Albuquerque ha il mandato di rafforzare l'integrazione finanziaria europea. Resta da vedere se le priorità politiche di Bruxelles coincideranno con le necessità operative delle imprese. Per ora il confronto è aperto. I risultati si vedranno nei prossimi mesi, quando le nuove regole inizieranno a produrre effetti misurabili.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.