I bonus per l'acquisto di macchinari stanno funzionando. Non è una dichiarazione ufficiale del governo, ma il riscontro che arriva dalle aziende che hanno già attivato le pratiche. Riccardo Rosa, imprenditore del settore meccanico, conferma: «I primi dati sono incoraggianti. Nella mia azienda ho già visto la conferma di oltre tre progetti». Un segnale che il sistema di incentivi 2025-2026 sta iniziando a dare risultati.
Gli strumenti attivi: Iperammortamento e Nuova Sabatini
Le due leve principali sono l'iperammortamento e la Nuova Sabatini. Il primo permette una maggiorazione fiscale sul costo dei beni strumentali tecnologici: in pratica, l'azienda deduce dal reddito imponibile più di quanto abbia speso. La seconda è un contributo del Ministero delle Imprese che abbatte il costo del finanziamento per acquistare macchinari.
Il decreto attuativo dell'iperammortamento è stato firmato il 4 maggio 2026, tardivo rispetto alle attese ma ormai operativo. La Nuova Sabatini prosegue con le regole consolidate: credito agevolato per rafforzare la competitività delle imprese attraverso nuovi impianti. Funziona soprattutto per le PMI che non possono permettersi esborsi diretti ingenti.
Il rallentamento degli investimenti nel 2024
Il contesto di partenza non era brillante. Nel 2024 gli investimenti produttivi hanno frenato rispetto al 2023. Quelli in costruzioni non residenziali hanno tenuto grazie al PNRR, ma la spesa in macchinari si è contratta. L'edilizia residenziale ha subito il contraccolpo della fine del Superbonus, con un calo netto delle nuove iniziative.
Ora, con i bonus macchinari attivi e i primi riscontri positivi, si intravede un cambio di tendenza. Non sarà un boom, ma se le pratiche confermate crescono, significa che le imprese vedono margine per investire: dopo un anno di attesa, questo rappresenta già un punto concreto.
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