Bff Bank è in trattativa con Pimco e altri investitori istituzionali per cedere le tranche più rischiose di una cartolarizzazione da 1,2 miliardi di euro. L'operazione serve a rafforzare il capitale dopo che Bper e Amco hanno mostrato interesse per alcuni business della banca — depositaria e factoring.

La struttura dell'operazione

La cartolarizzazione includerebbe crediti deteriorati e altre esposizioni problematiche. Bff ha bisogno di pulire il bilancio per rendersi appetibile: gli acquirenti vogliono vedere asset di qualità e coefficienti patrimoniali solidi, non portafogli tossici da gestire.

I numeri recenti dell'istituto mostrano che parte delle esposizioni riclassificate come problematiche ha ripreso a funzionare: alcuni crediti tornano in bonis, il che significa che la qualità sottostante non è pessima come sembrava. Questo non è sfuggito ai fondi specializzati, che vedono un'opportunità di rendimento sulle tranche junior — le più rischiose ma anche quelle che pagano di più se il portafoglio regge.

Perché conta per il riassetto

Bper e Amco osservano Bff da mesi. Il factoring e i servizi di depositaria sono pezzi che si incastrano bene nei loro perimetri. Ma nessuno vuole portarsi dietro zavorre. La cartolarizzazione è il modo classico per scaricare il rischio su investitori specializzati, mantenendo eventualmente un pezzo residuale in bilancio per compliance.

Se l'operazione va in porto, Bff si presenta al tavolo con un bilancio più leggero e coefficienti migliori. Per i fondi come Pimco è un'occasione per comprare rendimento in un mercato dove le opportunità si sono ridotte. Per Bff è la strada più veloce per chiudere il riassetto senza ricorrere a aumenti di capitale complicati.

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