L'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia ha un compito che pochi vedono dall'esterno: setacciare i flussi di denaro alla ricerca di schemi che indicano reati in corso. Non solo riciclaggio classico o terrorismo, ma anche false fatture, gare truccate e, ovviamente, il Superbonus. Claudio Clemente, direttore dell'UIF fino a qualche anno fa, e prima di lui Giuseppe Serata, hanno costruito un sistema di prevenzione che lavora sui dati prima ancora che arrivi la denuncia.
False fatture e giri di fondi: gli schemi non cambiano mai
Le casistiche sono sempre le stesse. Società fittizie emettono fatture per lavori mai eseguiti. Crediti d'imposta vengono monetizzati e fatti sparire attraverso conti personali che ricevono bonifici apparentemente commerciali. I prelievi avvengono subito dopo l'accredito. Le società chiudono dopo pochi mesi. Il Superbonus ha moltiplicato questo tipo di movimenti: per ogni cantiere vero, c'è stato almeno un tentativo di gonfiare i costi o di creare documentazione falsa.
L'UIF incrocia le segnalazioni di operazioni sospette provenienti da banche e intermediari con i dati fiscali dell'Agenzia delle Entrate e le informazioni operative della Guardia di Finanza. Il decreto legislativo 231 del 2007 le ha conferito autonomia funzionale pur mantenendola all'interno di Banca d'Italia. Da lì coordina il flusso informativo che diventa materiale per le indagini penali.
La collaborazione con Finanza ed Entrate si è intensificata
Quello che è cambiato negli ultimi anni è la velocità. In passato si attendeva il consumo del reato prima di avviare i controlli. Oggi i dati permettono di bloccare operazioni ancora in corso. La collaborazione tra Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane è diventata strutturale, non episodica. Il sequestro preventivo scatta appena si configura l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, prima che chi ha monetizzato il credito riesca a farlo sparire completamente.
La prevenzione — quella vera, non quella scritta nelle circolari — si basa sulla capacità di leggere i movimenti di denaro e capire quali non tornano. Il Superbonus ha creato miliardi di crediti d'imposta in pochi anni, e una parte significativa è finita in operazioni dubbie. L'UIF non ferma tutto, ma riduce il margine di manovra. Chi vuole frodare il sistema oggi deve ricorrere a schemi più complessi e più rischiosi, e questo, alla lunga, fa la differenza.
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