Il secondo trimestre del 2026 chiude con un dato rilevante: le presenze di turisti stranieri nelle strutture ricettive italiane hanno segnato un nuovo massimo storico, con un incremento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il totale delle presenze — italiani e stranieri — è salito del 3,9%.
Maggio traina il trimestre
A spingere il risultato è stato soprattutto maggio, con un balzo dell'8,8% nelle presenze. Un'accelerazione che ha compensato aprile e giugno, mesi tradizionalmente più tiepidi ma comunque in territorio positivo. Gli arrivi complessivi sono invece calati dello 0,8%: meno check-in, più notti. La permanenza media si è allungata a 3,15 notti per cliente, con gli stranieri che si fermano mediamente 3,34 notti contro le 2,88 degli italiani.
Il settore alberghiero ha registrato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di pernottamenti. Questi numeri confermano una tendenza già emersa nel 2025: l'Italia attrae sempre meno turisti «mordi e fuggi» e sempre più visitatori disposti a restare qualche giorno in più. Dal punto di vista della spesa pro capite, è esattamente il tipo di turismo più conveniente.
Cosa significa per il settore
La crescita delle presenze estere non è casuale. Il cambio euro-dollaro stabile sopra 1,10 per buona parte del trimestre ha reso l'Italia più accessibile ai visitatori americani. Il Nord America torna a pesare: gli arrivi dagli Stati Uniti hanno superato i livelli pre-Covid già nel primo trimestre, consolidandosi ora anche nei numeri delle presenze.
La contrazione degli arrivi totali combinata con l'aumento delle presenze segnala un altro elemento: meno weekend, più settimane. È un cambio di composizione che favorisce strutture con servizi completi — hotel a 4 e 5 stelle, resort, agriturismi attrezzati — a discapito di bed & breakfast e affittacamere posizionati su soggiorni brevi. Per le località minori il rischio è restare ai margini di questo flusso.
Sul fronte degli investimenti, i dati Istat confermano che il comparto ricettivo italiano sta reggendo meglio di quanto previsto a inizio anno. Le quotate del settore leisure e hospitality — da Autogrill a Planetaria Hotels — hanno mostrato resilienza anche nelle sedute più difficili di giugno. Il turismo resta uno dei pochi settori dove la domanda estera cresce anche quando l'Europa rallenta.
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