Il settore trasporti europeo si prepara a un doppio cambiamento: rinnovo delle flotte e maggiore presenza cinese sul mercato. Secondo uno studio Bain & Company su 500 operatori, il 60% dichiara di voler investire in nuovi mezzi. In Italia la percentuale sale al 70%, con un terzo delle imprese che valuta mezzi elettrici.
Questi numeri raccontano una fase di ricambio, spinta da normative ambientali più stringenti e necessità operative. Il punto è capire chi finanzierà questi investimenti e chi fornirà i mezzi. Qui entra la Cina.
La spinta cinese sui trasporti europei
Il mercato cinese del trasporto merci via mare vale 141 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita annua del 6,95%. L'interscambio commerciale UE-Cina parla chiaro: 394,7 miliardi di import dall'Asia e 210 miliardi di export europeo. Volumi che richiedono capacità logistica e infrastrutture.
Gli operatori cinesi stanno costruendo quella capacità. Non solo via mare: ferrovie e terminal portuali vedono capitali cinesi in espansione. Non si tratta di capire se arriveranno in Europa, bensì quanto mercato prenderanno agli operatori locali che devono rinnovare le flotte con risorse limitate.
Investimenti e concorrenza asimmetrica
Il 70% degli operatori italiani dichiara di voler investire. Ma dire e fare sono due cose diverse quando i margini sono compressi e il costo del credito è salito. I player cinesi hanno accesso a capitali a condizioni che nessun operatore europeo può replicare. Se un trasportatore italiano deve scegliere tra comprare mezzi elettrici europei costosi o accettare partnership con gruppi asiatici che offrono finanziamenti agevolati, la scelta diventa meno ideologica.
Il rinnovo delle flotte in Europa potrebbe finire per accelerare la penetrazione cinese, anziché frenarla. Soprattutto se i costruttori europei non riescono a tenere il passo sui prezzi dei veicoli elettrici commerciali, dove la Cina vanta già un vantaggio industriale netto.
Gli operatori europei vogliono investire. La domanda è: con quali soldi e da chi comprare? La risposta a queste due domande dirà molto su come sarà il settore trasporti del continente nei prossimi cinque anni.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.