I numeri del primo trimestre 2026 per Stellantis in Italia mostrano un recupero del 9,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, secondo il report Fim-Cisl. Le auto segnano un rimbalzo del 22%, mentre i veicoli commerciali continuano a calare.
Il dato va letto nel contesto della crisi precedente: la produzione aveva toccato minimi storici nei mesi precedenti. Nei primi nove mesi del 2025, gli stabilimenti italiani del gruppo avevano assemblato 265.490 veicoli, il 31,5% in meno rispetto all'anno prima, con le auto in calo del 36,3%.
Cassino resta il punto critico
Lo stabilimento di Cassino continua a essere il nodo più complicato. La fabbrica lavora a regime ridotto da mesi e l'assenza di nuove assegnazioni di modelli mantiene l'incertezza sui volumi futuri.
Il sindacato chiede tempistiche precise sul piano industriale e investimenti che vadano oltre le promesse. Servono date, modelli assegnati e impegni vincolanti sui volumi: dichiarazioni generiche non bastano. Perché il 9,5% di crescita su una base crollata del 31,5% non riporta la produzione nemmeno vicino ai livelli pre-crisi.
Il mercato italiano tiene grazie agli incentivi
Le immatricolazioni in Italia sono cresciute del 9,2% a marzo 2026, ma il merito è soprattutto degli incentivi per le elettriche partiti a ottobre. Il Centro Studi Promotor conferma che il rimbalzo riflette le prenotazioni stimolate dagli aiuti statali.
La domanda è semplice: cosa succede quando gli incentivi finiscono? E cosa succede a Cassino se non arrivano modelli competitivi nei prossimi dodici mesi? Il +9,5% del trimestre è un segnale, ma non inverte la tendenza di fondo. Per ora è solo un rallentamento della caduta.
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