L'aerospazio lombardo ha chiuso il 2024 con 3 miliardi di euro di export — il dato più alto di sempre — e rappresenta ormai il 40% delle esportazioni nazionali del settore. Un cluster di oltre 200 aziende e 22mila addetti che continua a crescere più velocemente della media manifatturiera.

I numeri della crescita

Il comparto si è espanso del 21% nel triennio nel segmento spazio. La base produttiva resta frammentata: oltre l'80% sono PMI ad alta capacità tecnologica, che ruotano attorno ai grandi contractor come Leonardo, Avio Aero, Telespazio e Thales Alenia Space.

Optec, specializzata in sistemi ottici e imaging — ha fornito alla NASA «l'occhio» della missione DART per documentare l'impatto con l'asteroide — è passata da 9 a 14 milioni di ricavi grazie a un contratto con la Difesa USA. Angelo Vallerani, tra i vertici del settore regionale, conferma che la filiera è al massimo storico: ordini per 400 milioni e otto satelliti attualmente in costruzione.

Perché il dato conta

Il settore aerospaziale italiano ha sempre avuto una struttura duale: pochi grandi nomi che firmano i contratti europei e internazionali, e una rete fitta di subfornitori che produce i componenti critici. La Lombardia ha concentrato questa struttura in modo più efficiente rispetto ad altre regioni — e ora lo si vede nei numeri dell'export.

Regione Lombardia ha avviato iniziative per valorizzare il distretto, soprattutto attorno a Varese. Il punto non è solo il sostegno pubblico — che serve — ma il fatto che le aziende hanno ordini reali, spesso pluriennali, e il mercato della difesa e dello spazio continua a tirare.

Sul piano operativo, l'aerospazio è uno dei pochi comparti manifatturieri europei dove l'Italia mantiene una posizione competitiva solida. La Lombardia sta diventando il baricentro di quella filiera.

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