Il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) costa all'industria chimica italiana oltre 600 milioni di euro all'anno. Una cifra che equivale all'intera spesa in ricerca e sviluppo del settore. E che non grava sui concorrenti extra-europei.

Secondo le stime di Confindustria, entro il 2030 il costo complessivo del sistema — tra quote dirette e impatto sui prezzi elettrici — potrebbe raggiungere 1,5 miliardi per i comparti energivori. L'ETS contribuisce da solo al 15-20% del rincaro dell'energia elettrica in Italia.

Richiesta di revisione dal governo

Il ministro Adolfo Urso ha definito l'ETS «un'ulteriore tassa a carico delle imprese che ne limita la competitività». La posizione del governo è netta: chiedere alla Commissione europea la sospensione del meccanismo fino a una revisione profonda.

Aurelio Regina, responsabile energia di Confindustria, parla di «meccanismo anacronistico rispetto all'evoluzione geopolitica». Il riferimento è alla competizione con produttori cinesi, americani e mediorientali che non sopportano questi costi. Il tema sarà sul tavolo del prossimo Consiglio europeo dedicato alla competitività.

Come funziona sul piano concreto

L'ETS obbliga le imprese a comprare quote per ogni tonnellata di CO₂ emessa. Il prezzo è variabile — dipende dal mercato — e si è mosso negli ultimi anni tra 50 e 90 euro a tonnellata. Per un'acciaieria o una cartiera questo peso si somma alle bollette energetiche già elevate rispetto ai competitor globali.

Il sistema nasce per incentivare la decarbonizzazione. Nella pratica sta accelerando la delocalizzazione di produzioni verso Paesi senza vincoli ambientali equivalenti. Le imprese italiane si trovano a competere con costi strutturali più alti senza che sia garantita alcuna compensazione al confine.

La richiesta di sospensione non arriva a caso: tra inflazione energetica e pressione normativa, diversi impianti stanno valutando spostamenti di capacità produttiva. Il dibattito sulla riforma dell'ETS diventa quindi una questione di tenuta industriale, non solo di politica climatica.

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