Matteo Salvini ha chiesto ieri la sospensione immediata del Patto di Stabilità e del Green Deal europeo. Il vicepremier ha dichiarato che le regole di bilancio dell'UE stanno bloccando l'economia italiana e che la transizione verde è un "mostro ideologico". Ha proposto di tornare ad acquistare gas e petrolio dalla Russia, seguendo l'esempio degli Stati Uniti che hanno allentato alcune sanzioni sull'energia.
La proposta: energia prima delle regole
Salvini ha chiesto alla Commissione europea di applicare alle spese per energia la stessa deroga ai vincoli di bilancio già concessa per le spese militari. "Se ce lo concedono bene, altrimenti faremo da soli" ha aggiunto, lasciando intendere che l'Italia potrebbe muoversi autonomamente se Bruxelles non risponde. Ha inoltre ribadito la necessità di tornare al nucleare come soluzione strutturale.
Il ragionamento è evidente: l'Europa consente lo sforamento dei conti pubblici per l'acquisto di armi, ma non per calmierare le bollette. Una contraddizione che il vicepremier ritiene vada risolta immediatamente, prima di un ulteriore rallentamento economico.
Cosa significa sul piano concreto
La proposta arriva mentre il prezzo del gas in Europa rimane volatile e dipendente dalle forniture via Norvegia e GNL. Tornare agli acquisti diretti dalla Russia comporterebbe la riapertura di canali che molti Paesi europei considerano chiusi. Gli Stati Uniti hanno effettivamente allentato alcune sanzioni sul petrolio russo per contenere l'inflazione interna, ma l'Europa ha mantenuto una linea più rigida.
La discussione sul Patto di Stabilità è aperta da mesi. Le nuove regole entreranno in vigore nel 2025 e impongono traiettorie di rientro del debito più rigide per i Paesi ad alto debito pubblico, l'Italia inclusa. Salvini intende sospenderle prima che inizino a produrre effetti.
Dall'ottica dei mercati, l'impatto dipenderà dalla reazione di Bruxelles e dalla credibilità di un'eventuale azione unilaterale italiana. Uno scontro aperto farebbe salire lo spread, mentre un compromesso sulle deroghe potrebbe fornire ossigeno alla spesa pubblica senza provocare vendite sui BTP. Per il momento rimane una dichiarazione politica, ma il tema energetico continua a rappresentare il punto debole della competitività europea rispetto agli USA.
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