Il programma GCAP ha firmato il primo contratto internazionale da 686 milioni di sterline. L'obiettivo è mettere in servizio un caccia di sesta generazione entro il 2035, che nel lungo periodo sostituirà l'Eurofighter.

Il contratto è stato aggiudicato a Edgewing, la joint venture che rappresenta Italia e Regno Unito all'interno del programma. Il terzo partner è il Giappone. Si tratta del primo accordo operativo dopo anni di studi e protocolli d'intesa.

Un programma da 2.000 posti di lavoro tra tre nazioni

Il GCAP — Global Combat Air Programme — nasce dalla fusione tra il progetto britannico Tempest e quello giapponese F-X. L'Italia è entrata come terzo partner nel 2022. L'aereo sarà con pilota a bordo, a differenza di altri progetti occidentali che puntano su velivoli senza equipaggio o con equipaggio opzionale.

I numeri occupazionali stimati per ora sono contenuti: poco più di 2.000 posti di lavoro complessivi tra le tre nazioni. La produzione sarà distribuita su più siti, con ciascun paese che mantiene linee di assemblaggio nazionali per motivi di sovranità industriale e operativa.

Tempistiche strette e costi ancora da definire

Il cronoprogramma prevede l'entrata in servizio nel 2035. Significa che tra nove anni il primo esemplare operativo dovrebbe essere consegnato alle aeronautiche militari dei tre paesi. È una scadenza ambiziosa, considerando che il caccia è ancora in fase progettuale avanzata e privo di prototipi volanti.

Sul fronte dei costi, il contratto da 686 milioni copre solo la fase iniziale. Il budget complessivo del programma non è stato reso pubblico, ma i precedenti storici sui caccia di quinta generazione indicano cifre nell'ordine delle decine di miliardi. L'F-35, per riferimento, ha superato ampiamente i 400 miliardi di dollari considerando sviluppo e produzione iniziale.

Dal punto di vista industriale, il GCAP rappresenta uno dei pochi programmi europei di difesa che procede senza il coinvolgimento diretto di Francia e Germania, impegnate nel progetto FCAS. Due linee parallele che rischiano di frammentare ulteriormente la base industriale europea, ma che per ora avanzano entrambe.

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