Nella notte tra il 28 e il 29 maggio un drone russo ha colpito un edificio civile in Romania, ferendo due persone. Giorgia Meloni lo ha definito «un atto gravissimo», sottolineando che si tratta del territorio di uno Stato membro dell'Alleanza Atlantica e dell'Unione europea. Il ministro degli Esteri romeno ha dichiarato che l'articolo 4 del Trattato NATO è «uno strumento che la Romania può utilizzare», senza però confermare ancora una decisione formale.

Cosa prevede l'articolo 4

L'articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico consente a qualsiasi Paese membro di richiedere consultazioni formali quando ritiene che la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza siano minacciate. Non è la clausola di difesa collettiva — quella è l'articolo 5 — ma un passaggio intermedio che attiva un confronto tra i 32 alleati.

Dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022 questa clausola è stata richiamata più volte, soprattutto da Polonia e Stati baltici in seguito a violazioni dello spazio aereo o incidenti vicini ai confini orientali dell'Alleanza. L'attivazione non implica automaticamente una risposta militare, ma formalizza la preoccupazione di un Paese e costringe gli altri membri a prendere posizione.

Perché la Romania ci sta pensando

Questo non è il primo episodio di droni russi in territorio NATO dall'inizio della guerra in Ucraina, ma è il primo con feriti civili su suolo romeno. La Romania confina direttamente con l'Ucraina e negli ultimi due anni ha registrato più volte l'ingresso non autorizzato di velivoli senza pilota, spesso caduti dopo essere stati intercettati o per malfunzionamento.

Il governo di Bucarest finora si è mosso con cautela, limitandosi a proteste diplomatiche. Questa volta però la situazione è diversa: l'impatto ha provocato danni a un edificio civile e ferito due persone. Il ministro degli Esteri romeno ha lasciato aperta la porta all'articolo 4, senza però fornire una tempistica. La decisione ora dipende dalla valutazione politica interna e dal coordinamento con Bruxelles e Washington.

Sul piano operativo, invocare l'articolo 4 metterebbe la Russia davanti a una risposta formale dell'Alleanza. Non è scontato che porti a conseguenze concrete sul campo, ma aumenterebbe la pressione diplomatica su Mosca e rafforzerebbe il messaggio che anche incidenti «accidentali» al confine NATO hanno un costo politico. Se la Romania deciderà di procedere, sarà un test su quanto margine di manovra l'Occidente intende lasciare alla narrativa russa degli «errori tecnici».

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